I primi due turni di Allsvenskan hanno espresso un sostanziale equilibrio di valori e per emettere un giudizio sulle reali potenzialità delle varie compagini bisognerà aspettare ancora qualche settimana. Al netto degli anticipi della terza giornata, che si completerà in queste or

Il dato più eclatante di queste prime giornate è sicuramente l'avvio col freno a mano tirato dell'AIK. Il ritorno in Svezia di Sebastian Eguren (in prestito fino a giugno) ha destato fin qui più polemiche (per il suo approdo sulla sponda giallonera di Stoccolma dopo essere stato un idolo del Soderstadion, tana dell'Hammarby) che risultati: pesano per ora come un macigno gli addii di Ivan Obolo e Jos Hooiveld, anche se ai Gnaget il tempo per risalire la china non manca. Così così il Goteborg: dopo il convincente 3-0 sul campo del Kalmar, con un Christensen in stato di grazia e un Hysen scintillante, i biancoblù hanno deluso nel derby con l'Hacken, nonostante le buone occasioni avute nel corso del match. Molto bene invece l'Elfsborg: la squadra di Haglund ha forse il potenziale offensivo più interessante del campionato, potendo disporre, alle spalle dell'inglese Keene, di una batteria di centrocampisti offensivi di prim'ordine, dal neocapitano della Nazionale Anders Svensson, ai talentuosi Emir Bajrami, Denni Avdic, Stefan Ishizaki e Martin Eriksson, senza contare il nuovo gioiello Johan Larsson, autore di una bellissima doppietta nel 6-0 all'Halmstad.
Tra le neopromosse si segnala l'ottimo inizio del Mjallby, squadra espressione di un quartiere di una piccola città del Blekinge, Solvesborg. I gialloneri hanno esordito fermando sullo 0-0 i campioni in carica dell'AIK al Rasunda, per poi supeare tra le mura amiche il GAI
